Sunday, November 12, 2006

Come stai?

Come stai?
Tu che serena divinavi
Il futuro del vicino,
E che dolce vegliavi
La salute del bambino,
Mentre, altèra, muovi
Verso il palo e le fascine,
Sempre più vicine,
E ogni sguardo commuovi ?


Come stai ?
Tu che le erbe mescolavi
Nel tuo vecchio calderone,
E che il villaggio amavi
Con tenera attenzione,
Mentre ti inciampi
Tra il ferro e le catene
Che ti serrano le vene,
E al fato tuo non scampi ?


Come stai ?
Tu che placida insegnavi
La tua saggia arte,
Già allora immaginavi
Di tua vita questa parte ?
Che in quest'orrendo luogo
Ti avrebbero costretta ?
L'amore tuo non ti ha protetta
Dalle nere fiamme del rogo.

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