Il pulcino
Di rondine in un nido
Aspetta un pulcino
L'arrivo della mamma,
Di lei non udì il grido,
Sotto il lucente sole del mattino,
Non ne conosce il dramma,
Così quando il tramonto il cielo infiamma,
Ancora lui l'attende fiducioso,
Non lo potrà la mamma sua tradire,
Lei che vola per poterlo nutrire;
Il nido è bene ascòso,
Perché lui sia al sicuro:
Chi cresce sa che il mondo è malo e duro.
Fu preda d'un rapace
La mamma premurosa,
Che l'aggredì alle spalle,
La bestia era vorace,
Dall'alto s'abbatté fiera e furiosa,
Di sotto era la valle,
L'agguato avvenne in un remoto calle,
Avresti visto che, guardando in alto,
Due neri punti erano nel cielo,
Ma di carne squarciavan l'ugne il velo,
Il sangue era in risalto,
Si levavano al vento
L'urlo trionfale e l'atroce lamento.
Cadeva il nutrimento,
Che nel becco portava
La rondine gentile,
Nell'ultimo spavento,
Ai cuccioli pensò che tanto amava,
Al suo perduto ovile,
E il cibo consegnò a quell'aria vile,
Che all'attacco feroce non s'è opposta,
Anzi la fiera dagli adunchi artigli,
Che il destino decise dei suoi figli,
Sembra aver nascosta;
Tra aspri dolori e forti,
Becca il pulcino i suoi fratelli morti.
Eppure l'uccellino
Non imparò il volo,
In lontananza canta un usignolo.
Aspetta un pulcino
L'arrivo della mamma,
Di lei non udì il grido,
Sotto il lucente sole del mattino,
Non ne conosce il dramma,
Così quando il tramonto il cielo infiamma,
Ancora lui l'attende fiducioso,
Non lo potrà la mamma sua tradire,
Lei che vola per poterlo nutrire;
Il nido è bene ascòso,
Perché lui sia al sicuro:
Chi cresce sa che il mondo è malo e duro.
Fu preda d'un rapace
La mamma premurosa,
Che l'aggredì alle spalle,
La bestia era vorace,
Dall'alto s'abbatté fiera e furiosa,
Di sotto era la valle,
L'agguato avvenne in un remoto calle,
Avresti visto che, guardando in alto,
Due neri punti erano nel cielo,
Ma di carne squarciavan l'ugne il velo,
Il sangue era in risalto,
Si levavano al vento
L'urlo trionfale e l'atroce lamento.
Cadeva il nutrimento,
Che nel becco portava
La rondine gentile,
Nell'ultimo spavento,
Ai cuccioli pensò che tanto amava,
Al suo perduto ovile,
E il cibo consegnò a quell'aria vile,
Che all'attacco feroce non s'è opposta,
Anzi la fiera dagli adunchi artigli,
Che il destino decise dei suoi figli,
Sembra aver nascosta;
Tra aspri dolori e forti,
Becca il pulcino i suoi fratelli morti.
Eppure l'uccellino
Non imparò il volo,
In lontananza canta un usignolo.

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