Il cane abbandonato
Il mio primo padrone,
E' capitato all'alba d'un mattino
- Volai dal finestrino -
Lontano mi scagliò dal suo furgone,
Rotolai sulla strada,
Di macchina mi colse il battistrada,
In boschiva contrada,
Al corpo e al cuore ciò mi fece male,
Mi portò il buon autista all'ospedale,
Scoprii nella clinica,
Quant'è l'esistenza triste e cinica,
Ché tra tanti guaiti
Non volevamo essere finiti.
Ma lì trovai l'amore,
Mi prestavano i medici le cure
Nelle sale sicure,
Io baciavo la mano del dottore,
Mi salvava la vita,
Che, disperato, credetti finita,
Si chiuse la ferita;
Ma poi mi ritrovai dentro una gabbia,
Con altri cani e con la loro rabbia,
Uno sguardo pietoso
Mi portò via da quel luogo pauroso,
Era stato un bambino,
Che mi volle per sempre a sé vicino.
Non mi manca più niente,
Che, nel bisogno, la nuova padrona
Mi cede la poltrona,
Amato vivo e felicemente,
Eppure a volte, sotto il sol d'aprile,
Penso a quelli rimasti nel canile,
Nel povero fienile,
A come abbaiavano dal chiuso,
Sembrò forse un sopruso,
Che infine me ne andassi,
E alla prigione loro li lasciassi,
Così mi sento triste,
Ché tutti voi non so come finiste.
Così vita ci dona:
Con la nuova famiglia son sereno,
Anche se ora ho una zampa in meno.
E' capitato all'alba d'un mattino
- Volai dal finestrino -
Lontano mi scagliò dal suo furgone,
Rotolai sulla strada,
Di macchina mi colse il battistrada,
In boschiva contrada,
Al corpo e al cuore ciò mi fece male,
Mi portò il buon autista all'ospedale,
Scoprii nella clinica,
Quant'è l'esistenza triste e cinica,
Ché tra tanti guaiti
Non volevamo essere finiti.
Ma lì trovai l'amore,
Mi prestavano i medici le cure
Nelle sale sicure,
Io baciavo la mano del dottore,
Mi salvava la vita,
Che, disperato, credetti finita,
Si chiuse la ferita;
Ma poi mi ritrovai dentro una gabbia,
Con altri cani e con la loro rabbia,
Uno sguardo pietoso
Mi portò via da quel luogo pauroso,
Era stato un bambino,
Che mi volle per sempre a sé vicino.
Non mi manca più niente,
Che, nel bisogno, la nuova padrona
Mi cede la poltrona,
Amato vivo e felicemente,
Eppure a volte, sotto il sol d'aprile,
Penso a quelli rimasti nel canile,
Nel povero fienile,
A come abbaiavano dal chiuso,
Sembrò forse un sopruso,
Che infine me ne andassi,
E alla prigione loro li lasciassi,
Così mi sento triste,
Ché tutti voi non so come finiste.
Così vita ci dona:
Con la nuova famiglia son sereno,
Anche se ora ho una zampa in meno.

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