Saturday, June 30, 2007

Sul frontespizio

Sul frontespizio
Ho voluto pinzare
Una foglia
Che ingiallisce,
E del tempo che avvizzisce
Mentre si sfoglia,
Un ricordo possa dare,
E dell'ultimo ospizio.

Ex-voto

Cauta ti accosti
Alla lavatrice,
Tra le vesti hai nascosto
La traditrice;


Sola estendi
Il purpureo lenzuolo,
E la macchia di sangue
- Dell'innocenza il volo. -


Essa è il ricordo
D'un amore transitorio,
Attratto dalla tua
Pelle d'avorio,


Lui ti blandì,
Cauto ed astuto,
Attratto dalla tua
Carezza di velluto,


Adesso sei sola,
Ancòra tu,
E guardi la traccia
Con gli occhi blu,


Rimani assorta,
Teso il bel volto,
Nel pieno silenzio,
Come in ascolto.


Non puoi tornare
A giorni lontani,
Troppe volte hai acconciato
I capelli castani,


Sa un po' di dolce,
Un po' di veleno,
Ora osservare
L'amabile seno,


Che la tua mano
Lenta blandisce,
Mentre ti fremono
Le gambe lisce,

Intanto una sosta
Contràtto richiede,
All'ansia e al piacere,
Il soave piede,


Ti senti in colpa,
E fermi la carezza,
Così con un ansito,
Il moto si spezza.


Adesso ricordi
Quanto hai perduto,
Scrolli le spalle,
Ché gioia ne hai avuto,


Sempre ripensi:
- Non si torna indietro. -
La tua verginità
Si è infranta come il vetro.


Così dal lenzuolo
Ritagli un quadrato,
Vi è scritto in rosso
Che ormai hai amato;


La macchia al centro,
Attorno il vuoto,
Tu lo custodirai
Come un ex voto.

Friday, June 29, 2007

Il principe

Per il principe in ogni cosa è d'uopo
Sfruttar gli altri per qualche suo scopo,
Non confidarsi per non avere guai,
Parlare poco, e non amare mai,


Temere ogni cosa, il prima e il dopo;
La paura della sua vita è il tropo,
Di finir spesso tra veleni o acciai
Gli capita, sorte infelice assai.


Eppur d'altro destino non conosce
Nulla, ma solo il suo fatto d'angosce,
Sulla sua vita ognor pende la spada
Che Damocle incontrò sulla sua strada;


Triste è la vita pei ricchi e potenti,
Come pei poveri in strada gementi.

Thursday, June 28, 2007

Il commendatore

" Commendatore
Perdoni il disturbo,
Scusi dottore,
Se qui la turbo,


Non ho alcun altro
Con cui parlare,
Lei è tanto scaltro,
Sa cosa fare,


Mio figlio amerebbe
D'essere artista,
Certo vorrebbe
Fare il pianista,


E' tanto bravo,
E' sempre che suona,
Ieri ascoltavo
Come canta e s'intòna,


Per l'ammissione
Alla scuola speciale,
Una raccomandazione
Sa quanto vale,


No, non si offenda
Per la richiesta,
Ma accondiscenda,
So che è molesta. "


Dapprima irato,
Si calma il dottore,
E poi d'un fiato
Dice parole:


" Signore egregio,
Non faccio avanzare
D'alcuno alcun pregio,
Senza il meritare,


Ma sa com'è il mondo,
Farò un'eccezione,
Le darò, in fondo,
Una raccomandazione. "


L'uomo ringrazia,
Inchinandosi molto,
Certo sua grazia
E' buono ed è còlto,


Intanto il dottore
Fa una chiamata,
Ma subito muore
La telefonata:


" Commendatore,
Lei certo capisce,
C'è un figlio d'attore
Che qui si istruisce,


Il padre è famoso,
Ed è ricco certo,
Mai sta in riposo,
Ed è grande esperto


Del suo lavoro,
Le sue donazioni
Fan tanto oro
Per le lezioni,


Possiamo forse
Suo figlio scacciare,
E chi a lei ricorse
Lasciare qui entrare ? "


Il commendatore
Dell'ammissione
Sapeva l'ore,
E l'occasione,


Ma non si presenta,
Che ha ben da fare,
Una polenta
Si ferma a mangiare.

Poi dice, e sa dare
Un certo piglio:
" Non posso fare
Da bàlia a suo figlio. "


Così il musicista
E' stato umiliato,
Volèa fare il pianista,
Ed ora è affamato.


E l'altro invece
Ha lasciato gli studi,
Che un altro in sua vece,
Lavori e sudi.

Wednesday, June 27, 2007

Nietzsche

Il maestro inquieto tracciare
La strada per l'oltreuomo ha voluto,
Ma egli, stanco e abbattuto,
All'uomo è tornato e al casolare.

Monday, June 25, 2007

La Tempesta

Dai venti d'oriente
Arriva la tempesta,
Scuote gli alberi,
Scuote la foresta,


Sulla pallida luna
S'addensan nubi nere,
Non riescono i rami
Le foglie a sostenere.


Rombano i tuoni,
I lampi brillano,
E tutti i cieli
Di luci sfavillano.


Mentre la notte
Si fa più oscura,
Serpeggia un brivido
Di fredda paura.


Urlano i venti
Oscuri stridìi,
Il bosco è pieno
Di mormorii,


Come di spiriti
Oscuri lamenti;
Gli anfratti riparano
Verdi serpenti.


Il folle strepito
Non sembra aver fine,
Travolge intrepido
Ogni confine,


Da catene di acque
Viene inondato
Il luogo selvaggio,
Che ne par violato,


In mezzo alle erbe
Un vecchio ruscello
Ribolle e straripa,
Trascina un fuscello


Nella sua corsa
Dagli argini fuori,
Non v'è più posto
Dove dimori.


Poi un po' alla volta
Si spegne la pioggia,
Finché sopra un ramo
Un uccello si poggia,


Siam quasi alla fine
Della bufera,
Sarà tutto calmo
Per questa sera.

Amori solleciti

Mi sono dedicato
Ad amori solleciti,
E ne ho ricavato
Piaceri frenetici,


Era forse follia,
O soltanto dolore,
Ché l'anima mia
Perdevo in quelle ore ?


Dicevo vaneggiando:
- Si fugge giovinezza.
Ma sapevo pur che amando
Il cuore mi si spezza,


Dunque ora ritorno
Alla quiete del passato,
E tengo caro attorno
Quel poco che ho creato.


Non mi rimane altro
Che un pugno di parole;
Ed ora, fatto scaltro,
So che non v'è un sole


Che illumini una vita
Fatta di poche cose,
Spossata ed avvizzita,
Che non sa più di rose.

Tempesta Gotica

Dei pipistrelli sotto l'orrido volo,
Il Mago Nero traccia il Cerchio al suolo,


Dal cimitero s'alzano i vampiri,
Di zanne affilate mostran bianchi giri,


Lontano urlano i lupi mannari,
Che della preda son sempre più avari,


S'alza una chiesa di cui le navate,
Di spettri e fantasmi sono infestate,


La chiesa in questione è sconsacrata,
Da tempo non vede una messa levata.


Giunge la processione di corifei e baccanti,
Il Mago scompare, preso da tutti quanti,


Mentre i vampiri, dal volto esangue,
Dai licantropi vanno, perché braman sangue,


Ma i loup-garou, con loro disappunto,
Li mangiano tutti, non ne rimane punto,


Intanto, la processione avanza,
Freneticamente, gracida e danza,


Con i licantropi si dà battaglia,
La forza misurano, essa si eguaglia,


Gli uni mossi da estatico furore,
Gli altri da un delirio che fa orrore,


Lottando raggiungono la cattedrale,
E le lor schiere, l'orda di spettri assale,


Poi combattendo van sempre più avanti,
E adesso son fantasmi tutti quanti.

Saturday, June 23, 2007

L'edonista

Dalla scorza della vita raschio
Ogni piacer di cui trovo occasione,
Peggio di Messalina, e sono un maschio,
Non soffro dubbio alcuno o indecisione,


Mi sazio nelle gioie e nei trastulli,
Nei giochi, negli amori, e nelle arti,
Dirà qualcuno i miei giorni brulli
Di più degne e rigorose parti,


Ma che importa, se la vita è sogno ?
Morirò e sarò dimenticato,
E poi nessuno sentirà il bisogno
Di distinguere il mio dall'altrui fato.


Eppure, certe volte, nella sera,
Di lacrime m'inonda il viso il pianto,
E penso, mentre in me tutto dispera,
A quant'è dolce d'esser uomo santo.

Friday, June 22, 2007

Romeo

Romeo prende pastiglie per la prostata,
Romeo ha un tumore e non si può salvare,
Romeo viaggia per casa come un morto,
Perché si sente solo, e non può amare.


Romeo guarda il flacone assorto,
Ogni compressa è un po' di vita in meno,
La bottiglietta è dura e indifferente,
Romeo la osserva con lo sguardo assente:


- Avessi almeno un po' di compagnia,
Mi aiuterebbe a scivolare via,
Da questi giorni rosi dal veleno. -
Pensa e lascia andare la boccetta.


Con tutto ciò la morte non si affretta,
Lo abbandona nella notte alla paura,
Ai suoi sudori, ai mille pianti e ai guai,
Frutto del non aver speranza mai.


Romeo prende pastiglie per la prostata,
Il dolore lo fa sentire indegno,
Sofferenza di cui nasconde il segno,
Perché lo scuote in una parte impura.

L'assedio

Vengono i guerrieri,
Vengono tutt'intorno,
S'avanzano di notte,
E van finché fa giorno.


Si muovono gli arcieri,
Si muovono veloci,
Di cuoio l'ardue cotte,
I volti assai feroci.


S'apprestano gli arieti,
Si muovon catapulte,
Perché le antiche offese
Si sanno ancora inulte,


Di maglia giachi e reti
Ricoprono i soldati,
Hanno alle spalle appese
Le lance ed i quadrati


Scudi di legname,
Saldo riparo in guerra,
Noi siamo nel terrore,
Finiremo sottoterra,


Di noi faranno strame,
Ché non abbiam difese,
Ci vince l'invasore
Senza pagarne spese,


Ecco che sopra i monti
Viene la cavalleria,
Forse saremo salvi,
Forse andranno via;


Ma solo nei racconti,
Nella realtà è diverso,
Invece abbiamo perso,
E siamo tutti morti.

Wednesday, June 20, 2007

Poi come cominciò tutto è finito

Poi come cominciò tutto è finito,
Nessun avviso, niente mi ha avvertito,
Che la vita prendeva un nuovo corso,
E spezzato rimaneva ogni percorso.


Così rimango vuoto nello sguardo,
Perché la mia esistenza è ormai in ritardo,
Non ne riacquisirò quanto ho perduto,
Quanto ho lasciato, e quanto non ho avuto.


Muore la mia giornata nella sera,
Muore tutto ciò che più non spera;
Avvolto in questo corpo smorto e spento,
Nessuna più delizia in cuore sento.


E' un povero vestito senza orpelli,
Di cui non val la pena ch'io favelli,
Ed è una veste che non ha bottoni,
Non ha cerniere e niente pantaloni.


Così seduto mentre fuori piove,
Scrivo questo verso che commuove,
Così seduto mentre fuori è il sole,
Scrivo mentre il cuor piangere vuole.


Tra rupi alpestri e macinati sassi,
Muovo incespicando stanchi passi,
E' il paesaggio dell'anima che urla,
Mentre prosegue attorno trista burla.


Il silenzio che ruvido mi copre,
Mi permette di tentare le mie opre,
Varrà questo poema qualche cosa,
Varrà un soldino, o forse un fior di rosa.


Poi come cominciò tutto è finito,
Scusate tanto se non l'ho gradito,
Questo calice di lacrime e dolore,
Ch'ogni giorno bevo, e spezza il cuore.

Ambaramblin ambarablì pamplose

Ambaramblin ambarablì pamplose,
Questa mattina mi feci una dose,
Ambaramblin ambarablì pamplò,
Voi ben sapete che fine farò.


Ambaramblin ambarablì pamplate,
E le mie braccia son tutte bucate,
Ambaramblin ambarablì panplò,
Alla mia mamma come lo dirò ?


Ambaramlin ambarablì pamporto,
Tutti lo sanno che sono già morto,
Ambaramblin ambarablì pampolcro,
La mamma piange sopra il mio sepolcro.

Poesia

Da questo mondo partirò, volerò via,
E' qui che lascerò ogni cosa mia,
Me ne andrò appeso a un palloncino,
Me ne andrò nell'alba d'un mattino,


Piangendo e lacrimando senza sosta;
Quell'anima che dentro me è riposta,
Sarà strappata senza pietà alcuna
Da quella Morte silenziosa e bruna.


Volerò strappando un lembo in Cielo,
Quando cadrà il mio corpo come un velo,
Per i miei cari è triste profezia:
Da questo mondo me ne andrò, volerò via.

Monday, June 04, 2007

La battaglia degli spettri

Silenzi frementi
Di ondate notturne,
Di fremiti e argenti
Spiegati e frementi,
S'inclinano i rovi,
S'avanzan le torme,
Non lasciano orme,
Nessuna ne trovi.


Si muovono insieme,
Né capo né coda,
In ressa furente,
In martirio gemente,
Di spicco, di spieco,
Di taglio o di netto,
Non v'è alcun assetto
Nel furore cieco.


Non c'è un fil di vento,
Ma ondeggian le piume,
Qual aspro rumore
Rimbomba nel cuore
Di ferraglie e catene,
I nudi stendardi,
Di balestre i dardi
Tremar fan le vene.


Poi torna il silenzio,
Ché niente è successo,
Si muovon vapori
Terreni nei pori.
Ritornano alfine
alle loro dimore,
Perché diurne ore
Segnato han la fine.

Friday, June 01, 2007

La Medium

Spingiti avanti,
Vai fino in fondo,
Apri le porte
Dell'Altro Mondo.


Rompi quei vetri
Di fatuo incanto,
Di cui è cucito
Di Maya il manto.


Porta la voce
Dei trapassati,
A tutti coloro
Che li hanno amati.


Così nell'Ade
Non sarai sola,
Ma fiera e intrepida,
Sicura vola


Ad ali spiegate,
Non ti fermare,
Le porte d'Inconscio
Devi varcare.


Ma or che succede ?
Ti cambia la voce,
Ti atteggi a sapiente,
Ergendoti in croce.


Ora sei giunta
Alla fine del viaggio,
In te è entrata l'anima,
D'un vecchio saggio.


Cosa ci svela ?
Vogliamo sapere,
E delle prove
Vogliamo avere,


Che ancora saremo
Dopo la morte,
Così dicci il vero,
Ed apri le porte.


E dall'ore aperta,
Si crea una materia,
E quanto patisci
Ti fa ancor più seria.


Si dà una figura,
Si forma il fantasma,
Dal bagliore che emetti,
Dal chiaro ectoplasma:


- Le prove avete chiesto,
Le prove adesso avete,
Che altro posso fare,
Che altro voi chiedete ? -


Ma è stanca ormai la medium,
Svanisce la visione,
Ed esce dalla trance,
Con qualche convulsione:


- Per ora abbiam finito,
Ma torneremo ancora,
Per la prossima seduta,
Fissiamo il giorno e l'ora. -


Dice la Medium stanca,
E' tornata finalmente,
E lenta si riappropria
Della vigorosa mente.